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Vento da Nord-Ovest


Andava tutto a gonfie vele,
il numero dei concerti andava incrementandosi ed il trio ne stava guadagnando in fama, soddisfazioni e riconoscimenti professionali… finché il vento favorevole cessò, lasciando il posto alla tempesta.

Il trio era stato cercato anche per musica di genere più “storico” possiamo dire, tanto che la violoncellista aveva deciso di accantonare momentaneamente il suo strumento per intraprenderne uno più coerente con le situazioni richieste… la viola da gamba!
Si tratta di uno strumento molto simile ad un violoncello a prima vista, ma che presenta alcune differenze, quali il maggior numero di corde e la mancanza di un puntale, sicché il musicista deve sostenerne il peso stringendo la viola fra le gambe (da cui, probabilmente, il nome).

Sembrava un periodo molto fortunato, che purtroppo venne bruscamente interrotto da una serie di imprevisti.
Uno di essi costrinse l’arpista a non poter presenziare ad un concerto all’annuale rievocazione trecentesca di Ciriè, durante la quale cantante e violoncellista si esibirono con l’ausilio, rispettivamente, di flauto e di viola da gamba.

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Gli imprevisti successivi invece riguardarono un problema più difficilmente risolvibile, soprattutto per un musicista.
Nonostante varie sedute fisioterapiche ed esercizi volti al miglioramento della situazione, la violoncellista continuava a litigare con un singolo dito, che non le permetteva di suonare troppo a lungo, nel migliore dei casi, oppure di eseguire brani più complessi, nel caso peggiore.
Sfortunatamente, l’essere richiesti presupponeva sia il dover suonare sempre più frequentemente, sia dover evolvere il repertorio a favore di canzoni di sempre maggior difficoltà di esecuzione.
La decisione di abbandonare fu drastica ma, fortunatamente invece, non altrettanto sofferta, poiché la violoncellista da quel momento poté dedicarsi alla sua più autentica passione: i cani. Ora è un’addestratrice canina diplomata ed attiva su molti fronti… nonché felice!

Poco tempo dopo, anche l’arpista ebbe una serie di imprevisti, per lo più a livello di impegni universitari e lavorativi, che la costrinsero a rinunciare al duo.
L’ultimo concerto delle LunAria (che, per l’occasione, tornarono ad essere un trio – con la collaborazione di una chitarrista professionista) avvenne alla Notte dei Lumi di Guardabosone… proprio dove tutto era iniziato.

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Poi rimase solo la cantante a portare avanti il progetto, a dispetto del vento contrario: sarebbe stata la fine oppure un nuovo inizio?

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